Partiti a chilometro zero
Perché la proposta Alfano sul finanziamento privato può fare strada
L’annuncio di Angelino Alfano relativo alla costituzione di una nuova formazione di centrodestra che non chiederà finanziamenti allo stato è stata accolta sulle prime con una certa sufficienza da parte degli altri leader di partito. Qualcuno ha alluso alla ricchezza di Silvio Berlusconi, altri alla contraddittorietà con le recenti e infelici dichiarazioni congiunte sull’intangibilità del finanziamento pubblico della politica. Leggi Il (nuovo) Pdl secondo Berlusconi - Leggi Bersani, il finanziamento ai partiti e la storia del piffero
8 AGO 20

L’annuncio di Angelino Alfano relativo alla costituzione di una nuova formazione di centrodestra che non chiederà finanziamenti allo stato è stata accolta sulle prime con una certa sufficienza da parte degli altri leader di partito. Qualcuno ha alluso alla ricchezza di Silvio Berlusconi, altri alla contraddittorietà con le recenti e infelici dichiarazioni congiunte sull’intangibilità del finanziamento pubblico della politica. Però è chiaro che, se Alfano manterrà il punto, gli altri saranno indotti a seguirlo se non vogliono essere costretti a inseguirlo. L’atteggiamento dell’opinione pubblica sul finanziamento dei partiti è unanimemente ostile, soprattutto dopo l’emergere di recenti scandali che hanno coinvolto gli amministratori della Margherita e della Lega nord. Si potrebbe persino rifarsi a una regola di mercato, che parla della tendenziale convergenza tra il prezzo e il valore dei beni: si può capire che non si sia disposti a pagare per formazioni politiche che non sono riuscite a esercitare il mandato ricevuto, sia quello di governo sia quello di opposizione.
I costi della politica sono eccessivi e quindi debbono essere ridotti, quelli dei partiti, che sono solo una parte dei costi della politica, è bene che siano collegati a scelte volontarie, che possono essere agevolate fiscalmente (e qui resta un costo per lo stato), ma che traggano origine dai cittadini e non dalle istituzioni. Non è solo la quantità e la natura delle risorse di cui dispone un partito a determinarne il carattere. Però se il legame del partito con un’area di consenso attiva tra i cittadini diventa una condizione anche economica di esistenza e di sopravvivenza, una specie di verifica che si realizza anno per anno e non solo alle scadenze elettorali, è probabile che l’attenzione alle opinioni e alle richieste dei cittadini in carne e ossa diventi un punto di riferimento più costante. Naturalmente nella campagna contro il finanziamento della politica, oltre alla sacrosanta esigenza di maggiore trasparenza, si sono mescolate spinte distruttive a sfondo antidemocratico. Per separare le une dalle altre c’è un solo sistema, quello di dare una risposta chiara e convincente alle domande oneste, in modo da poter isolare le altre. Alfano è stato il primo fra i leader dei partiti di maggiori dimensioni a dare una risposta di questo tipo, e con ciò ha preso un’iniziativa politica che gli altri non potranno ignorare e dovranno in qualche modo imitare.